martedì

NOVITÀ!!! EBOOK DI ANTONELLA RANDAZZO!

Sono disponibili gli ebook dei libri di Antonella Randazzo!

Da oggi è possibile ordinare le versioni in pdf di opere scritte da Antonella Randazzo.
Edizioni Espavo.

Ordinali subito!

Scrivici all’indirizzo: nuovaenergia@rocketmail.com


EBOOK ATTUALMENTE DISPONIBILI:


DISSIMULAZIONI MASSONICHE. COSA SONO E COME OPERANO LE RETI MASSONICHE DAL XVIII SECOLO AI NOSTRI GIORNI
Pagine 341, euro 12,90.

Nell’Ottocento, il popolo italiano capiva che i politici e la Corona erano controllati dalla massoneria, e provava disagio per questo. Lo studioso Matteo S. Giordano spiegava: “Chi volesse pigliarsi il fastidio di leggere tutti i discorsi della Corona, fatti in Italia dal 1860 sin’oggi, troverebbe che i Ministri de’ diversi partiti, succedutisi in ogni tempo, han mai permesso che in quella solenne ricorrenza fosse profferita la parola di Dio; e alla Provvidenza han fatto sostituire il caso e la fortuna della stella d’Italia (a cinque punte! Mi spiego?), alla fede in Lui quell’altra nel progresso della scienza e nell’avvenire della patria”.
Cos’è davvero la massoneria e che ruolo ha oggi? Per quale motivo, nel corso dei secoli, è diventata il tabù dei tabù?
È davvero così poco importante per la nostra vita quotidiana come sembra?
Come mai nelle maggiori indagini della magistratura emergono gruppi di affiliati massoni che agiscono in modo truffaldino o criminale? Perché molti mafiosi sono affiliati alla massoneria?
Dall’analisi storica e sociologica degli ultimi secoli, emerge il senso di questa rete di potere e controllo, si comprende chi la capeggia e gli effetti che produce nella realtà. Il testo percorre le fasi storiche più importanti della massoneria, facendo luce su come i più importanti fatti storici, economici e finanziari siano strettamente legati a questo fenomeno.
Il libro tratta anche gli aspetti psicologici, antropologici e sociologici del fenomeno, non trascurando il contesto in cui le varie massonerie sono nate e si sono sviluppate.

ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
- Inchieste della magistratura sulla massoneria.
- Tecniche di controllo mentale per l’asservimento dei popoli.
- Caratteristiche dell’Alta Finanza.
- Eventi storici progettati in anticipo nelle logge.
- Nascita e caratteristiche della massoneria moderna e contemporanea.
- Meccanismi emotivi che favoriscono le reti di potere.
- Come le reti massoniche agiscono in Italia.
- Le famiglie che hanno creato la massoneria attuale.
- Come la massoneria ha operato nel periodo risorgimentale.
- Come liberarsi dalle reti di potere massoniche.
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L’ARTE DEL CAMBIAMENTO
Il Senso della Vita nel Motore della Crescita

Pagine 390, euro 14,90.

Cos’hanno in comune i maggiori neurobiologi delle università americane e i monaci tibetani?
Al di là degli esperimenti di Pavlov, quali sono le basi organiche su cui poggia il condizionamento?
È possibile conciliare il sapere antico fondato sull’intuito con le più importanti scoperte della Fisica?
Fino a che punto l’essere umano può avere il controllo del suo corpo e degli eventi?
Quali sono i paradigmi impliciti della nostra cultura?
Perché alcune persone rimangono prigioniere dei loro problemi?
Cosa significa far maturare le emozioni?
Queste sono soltanto alcune delle tante domande che il libro pone e a cui fornisce risposte, scandagliando le più importanti e autorevoli fonti, occidentali e non occidentali.
Sul cambiamento, finora, erano stati scritti più che altro “manuali” di stampo anglosassone, che talvolta promettevano facili risultati. Questo libro non è un “manuale del cambiamento”, ma di certo può permettere a chiunque di mettere a punto un “progetto”, che non può non essere unico e personale, come unico è ogni essere umano.
Il libro chiarisce e integra i maggiori sistemi e le più innovative conoscenze su come gli esseri umani possono avere padronanza della loro esistenza, in ogni aspetto, realizzando il desiderio di benessere psico-fisico.
Utilizzando una ricchissima bibliografia, l’opera scandaglia tutta la più importante letteratura sull’argomento, non trascurando gli aspetti più pratici e concreti.
In una realtà ancora dominata dall’idea di competizione a tutti i costi, questo libro suggerisce che la vera forza è quella che possiamo avere su noi stessi, è la capacità di plasmare l’esistenza secondo i propri desideri. Scriveva Laozi: “Chi vince gli altri è forte, chi vince se stesso è potente”.
Come disse Aristotele, la vita è movimento, e nulla è mai statico. Il problema è quello di poter orientare il corso della vita, favorendo ciò che si desidera.
Questo libro fa emergere che cambiare può diventare una piacevole e vincente sfida.

ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
- Cos’è il Cambiamento e quali sono i fattori che lo rendono possibile.
- Quali sono gli ostacoli che avversano il Cambiamento.
- Rapporto fra Cervello e Mente.
- Rapporto fra Materia e Mente.
- Cosa sono le Emozioni.
- Come si producono gli stati mentali distruttivi e costruttivi.
- Cos’è la Meditazione e quali effetti può produrre.
- Conoscenze della Neurobiologia sul cambiamento.
- Conoscenze della Fisica sul cambiamento.
- Epigenetica e Cambiamento.
- Esperimenti sulle potenzialità del cervello.
- Rappresentazione del divino e cambiamento.
- Sistemi obsoleti e vecchi paradigmi.
- Significato della Sessualità all’interno del percorso evolutivo.
- Energia e Abbondanza negli studi di Chimica e Fisica.
- Concetto fisico di multidimensionalità.
- Sistemi insostenibili ed involutivi.
- Importanza della Mindfulness.
- Le basi organiche del condizionamento.
Il libro è corredato da immagini e da materiali antologici in Appendice.
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IL TRAVAGLIATO TRAVAGLIO
Lo strano caso di un informatore disinformato

NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA AL POST-BERLUSCONI
Pagine 290, euro 12,90.

Sono ormai in molti a parlare della disinformazione imperante nei nostri media di massa attuali. Il paradosso è che alcuni di coloro che ne parlano dai canali ufficiali coincidono con gli stessi disinformatori. E' ovvio, se queste persone stanno scrivendo o parlando da quei canali, potrebbero essere proprio loro ad informare correttamente, dicendo tutte le cose importanti che i cittadini devono sapere. E invece non lo fanno.
Questo libro tratta proprio questo paradosso, prendendo a pretesto un personaggio che ha guadagnato molta fiducia da parte delle folle, e che dichiara di essere "indipendente" pur lavorando in molti canali ufficiali.
Le prove che i giornalisti accreditati dal sistema siano reticenti su molti argomenti fondamentali sono tante, e il libro ne mette in evidenza diverse.
Qual è la differenza fra informazione e propaganda?
La prima non può ignorare il terreno storico, politico o economico su cui si incentra la notizia, mentre la seconda trae forza dall’ignorarlo. Infatti, scopo della propaganda è quello di attrarre l’attenzione su questioni particolari o su informazioni parziali, prive del nucleo che consentirebbe una vera comprensione. Più cresce l’ignoranza verso la Storia, la politica e l’economia e maggiore efficacia ci sarà nella propaganda.
La professione giornalistica, in un sistema basato sulla manipolazione mediatica delle opinioni, è senza dubbio assai importante.
Andando oltre la facciata rispettabile di personaggi come Travaglio, si può tristemente scoprire un mondo assai lontano dal desiderio di onestà e di “pulizia” morale auspicato dai suoi fans. Si scopre un insospettabile mondo di opportunismo, faziosità e disinformazione, in cui le cronache giudiziarie assumono una funzione catartica e illusoria, impedendo una vera chiarezza informativa sul sistema, e i conseguenti passi per cambiarlo veramente.
Questo libro si pone l’obbiettivo di portare alla luce alcune caratteristiche proprie dell’informazione mediatica attuale. Prendendo a pretesto un giornalista molto popolare come Travaglio, che si spaccia per indipendente, faremo un viaggio verso i tabù dell’informazione, toccando argomenti come il signoraggio bancario, l’11 settembre, le scie chimiche, la questione di Israele, i “poteri forti” che creano la “casta”, la mafia e il sistema di corruzione dei partiti.
Capire i meccanismi di manipolazione mediatica è fondamentale dato che il controllo mediatico può creare consenso o dissenso. Potrebbe avere addirittura il potere di spingere ad agire contro i propri interessi.
Capire questi meccanismi significa oggi poter rivendicare quella democrazia tanto decantata quanto impedita.
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BAMBINI PSICO-PROGRAMMATI. Essere consapevoli dell'influenza della pubblicità, della TV, dei videogiochi.
Pagine 218, euro 9,90.

Con l'avvento della televisione e la successiva diffusione del computer e dei videogiochi la realtà dei bambini è significativamente cambiata. Questo libro spiega come è cambiata. Oggi molti genitori, pedagogisti ed educatori esprimono preoccupazione per i forti condizionamenti mediatici a cui il bambino è soggetto. Ma in che modo il bambino viene condizionato? Quali effetti hanno le manipolazioni mediatiche sul suo comportamento? Quanto e in che modo la personalità del bambino risente del bombardamento pubblicitario? Quali effetti negativi hanno i videogiochi? Il libro risponde a queste e a molte altre domande, permettendo a genitori ed educatori di fare chiarezza e di essere in grado di proteggere il bambino dalla "programmazione mediatica" a lui diretta.
Specie negli ultimi venti anni, le agenzie di marketing hanno sviluppato conoscenze approfondite sulla personalità dei bambini. Le aziende spendono molto denaro per fare ricerche, studi e valutazioni, in modo tale da conoscere in maniera dettagliata i gusti, le motivazioni, i bisogni e i desideri dei nostri bambini. Esiste un discorso occulto di manipolazione della mente dei bambini, per poterli trasformare presto in "consumatori". I nostri bambini sono diventati per il sistema economico come una "merce", da sfruttare e da manipolare. Ciò, ovviamente, non è a fin di bene. La conoscenza approfondita dei bambini avvantaggia le aziende e conferisce loro più potere degli stessi genitori o educatori.
Oggi più che mai è indispensabile conoscere e capire i numerosi inganni mediatici che hanno lo scopo di trasformare gli esseri umani in "super-consumatori" dalla personalità fragile e insicura, per garantire la sopravvivenza di un sistema che è sempre più percepito come negativo e dannoso allo sviluppo delle potenzialità umane.
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DEMOCRAZIA DOMESTICA L'armonia fra maschile e femminile come base per una società migliore
Pagine 182, euro 7,90.

La democrazia è il migliore sistema politico, in quanto fondato sulla libertà e sull'uguaglianza, ma non saranno le autorità attuali, che tutelano gli interessi del gruppo dominante, a fare in modo di attuarla nella sua vera forma. Occorre dunque che gli stessi cittadini riprendano la propria sovranità e diventino autocoscienti a tal punto da creare una democrazia già all'interno del proprio nucleo familiare. La società non è altro che l'insieme delle famiglie, e se le famiglie sono serene ed equilibrate lo sarà anche la società.
Al di là della caratterizzazione sessuale, ognuno di noi racchiude, come in una conchiglia, tutto quello che la condizione umana riserva. Siamo un "intero", ovvero, come esseri umani riassumiamo nella nostra anima tutto ciò che è "umano". Negare tale universalità umana significa essere incapaci di provare quel senso dell'umano che sta alla base di ogni vera crescita interiore.
Nessuno di noi, uomini, donne, bianchi o neri, è il centro del mondo, ma tutti insieme lo siamo, avendo il medesimo valore all'interno del percorso umano che porta al progresso.
Questo libro si propone di spiegare le cause psicologiche, sociali e politiche della discriminazione contro le donne, ma affronta anche il problema di come poter costruire una società migliore, in cui gli aspetti maschili e femminili possano concorrere a creare equilibrio e armonia.
Se gli esseri umani vogliono avere un futuro, devono riappropriarsi di quei valori propriamente umani. Dovrebbero accettare e integrare gli aspetti intesi come maschili e quelli intesi come femminili, per raggiungere un equilibrio e un potenziale necessario alla possibile evoluzione futura. Ciò dovrebbe avvenire sin dal nucleo familiare, contrastando l'egoismo, per dare spazio ad una vera crescita emotiva e sociale.
Questo libro è un invito ad amare se stessi come esseri dotati di enormi potenzialità, e ad amare gli altri, siano essi donne o uomini, bianchi o neri, poveri o ricchi, come parti della propria realtà.
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SE IL FUTURO È NERO: L'AFRICA CHE NESSUNO RACCONTA
Pagine 167, euro 9,90.

Storia coloniale dell'Africa, dall'Ottocento fino ai nostri giorni.
Questo libro si pone l'obiettivo principale di cogliere le caratteristiche più significative del colonialismo e del neocolonialismo europeo, nel tentativo di trarre una maggiore comprensione dei problemi dell'Africa. Nel primo capitolo si affronta il tema dello 'scramble for Africa' (mischia per l'Africa), cioè della spartizione del continente, avvenuta nel periodo 1884-1885, in aree di dominio europeo, senza tener conto dei suoi abitanti. Il secondo capitolo tratta dell'atteggiamento etnocentrico che caratterizzò la cultura occidentale nel periodo coloniale. Il terzo capitolo percorre le tappe più importanti del processo di decolonizzazione, con brevi riferimenti a situazioni di guerra, che alcuni popoli dovettero affrontare per ottenere la libertà. Il quarto capitolo spiega il perché di tante guerre nell'Africa di ieri e di oggi, facendo emergere le vere motivazioni e i responsabili. L'ultimo capitolo affronta il problema dei diritti umani nelle terre coloniali, spiegando i paradossi delle autorità europee, che si ergono a paladini dei diritti umani ma che massacrano senza pietà nelle terre su cui dominano.
Occorre capire perché il popolo di un continente così ricco debba esser costretto a morire di fame. E perché l'Occidente, che professa alti valori morali e religiosi, non possegga istituzioni che permettano di tradurre tali valori in realtà. Ci chiediamo anche noi, come gli intellettuali e gli storici francesi, se non sia necessario "un chiarimento sui valori che tengono insieme la nostra società. (...) Chiederci quali procedimenti giudiziari permetterebbero di risanare la percezione delle giovani generazioni su ciò che è lecito e ciò che è criminale".
I crimini commessi nelle colonie sono rimasti tutti impuniti. Le guerre coloniali non erano considerate nemmeno guerre, e i patrioti venivano trattati come banditi, "ribelli", sovversivi, o terroristi.
La globalizzazione ha dato il colpo di grazia finale ad un continente già sfruttato e devastato. Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno concesso crediti in cambio della privatizzazione delle imprese nazionali, e dell'attuazione di "ristrutturazioni economiche", che prevedevano tagli alla spesa pubblica, licenziamenti e svalutazione della moneta. A causa di queste politiche, il debito si è accresciuto in modo abnorme, e lo scarso reddito dei paesi africani serve a malapena a pagare gli interessi. La popolazione, che non può contare su aiuti statali né sulle risorse locali, è costretta a morire di stenti e di malattie infettive.
Intanto le guerre africane vedono impegnati i gruppi economici e finanziari più potenti del pianeta: negli anni Novanta gruppi francesi e belgi contro Usa e oggi gruppi cinesi contro gruppi Usa.
Dall’analisi del libro appare un’Africa ben diversa da quella raccontata in televisione, e dai fatti esposti senza alcuna reticenza emerge anche una fondata speranza per il futuro dell’Africa e del mondo. Un mondo migliore non può esserci senza ridare futuro e speranza all'Africa. Siamo tutti africani.
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GLI ETRUSCHI: ALLE RADICI DELLA CULTURA OCCIDENTALE
Pagine 83, euro 7,90.

Conoscere la civiltà etrusca è di particolare importanza per gli italiani, in quanto si tratta della cultura italica primigenia, che sarà spazzata via dalla furia di Roma. Studiare questa antica civiltà risulta per molti aspetti assai sorprendente, in quanto essa era assai più evoluta di quella greca e romana. La civiltà che prevalse cercò di disprezzare, svalutare e lasciare ai posteri un’immagine falsata della sublime civiltà etrusca, per imporre i paradigmi della propria cultura, come fossero i migliori.
Lo scrittore David Herbert Lawrence rimase affascinato dallo stile di vita e dalla leggerezza esistenziale degli etruschi, a tal punto da voler scrivere un libro per raccontare ciò che caratterizzava questo popolo.
Lawrence desiderò per molto tempo andare nei luoghi etruschi, fino a quando, insieme al suo amico Earl Brewster, riuscì a farlo. Andò a Cerveteri, Tarquinia, Vulci e Volterra, studiando le tombe etrusche e il materiale raccolto nei musei. La sua attenzione fu rivolta anche ai paesaggi e alle persone dei luoghi visitati. Dopo quel viaggio, Lawrence scrisse pagine importanti, offrendo una concezione e un ritratto indimenticabile di quei luoghi. Dai suoi scritti si inferisce che il suo interesse per gli Etruschi non era soltanto di tipo archeologico, in quanto egli trovava nel popolo etrusco lo spirito libero, che adora i piaceri della vita, e non dà importanza al potere e alle guerre di conquista.
Lawrence divenne famosissimo per aver scritto il libro “Gli amanti di Lady Chatterley”, ma non meno importante di certo fu quel viaggio in Etruria fatto nell’aprile del 1927, dal quale derivò un reportage, una guida e un testamento spirituale, che oggi ci permettono di farci un’idea di quella che fu la civiltà degli Etruschi, vincendo la mistificazione proveniente da fonti antiche e moderne.
Tanto per fare qualche esempio, i documentari di Piero e Alberto Angela mettono in evidenza le statue etrusche fatte dopo il periodo ellenico, che dunque risentono dell’influenza greco-romana, mentre Lawrence, che ama lo spirito proprio del popolo etrusco, apprezza soprattutto le opere precedenti, che sprigionano un grande senso di libertà e di amore verso la vita. Inoltre, questo autore ammette lo scarso interesse degli etruschi per la guerra, e la cooperazione e solidarietà tra le città etrusche.
Da questo lavoro emerge la notevole differenza tra civiltà romana e civiltà etrusca. Si conosceranno le grandi potenzialità creative di questo popolo, che si è distinto per la gioia di vivere e per la creatività. Tutti gli italiani dovrebbero conoscere questo popolo, perché rappresentano le loro importanti radici culturali, facendo emergere le vere caratteristiche di gran parte del popolo italiano.
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RAZZISMO RAZZISMI
Discriminazioni e crudeltà dell’Occidente moderno e contemporaneo

Edizione aggiornata, pagine 266, euro 12,90.

Fino agli anni '30 si brandiva il pericolo dell'ibridismo, cioè il rischio di contaminare la 'razza' bianca con le altre 'razze' ritenute inferiori e decadenti. Si diceva che la razza nera era frutto di mescolanze genetiche che l'avevano resa ripugnante e destinata all'estinzione. La bianca, invece, quella dei dominanti, prevaleva perché era superiore ed era destinata ad imperare in tutto il mondo.
Oggi il razzismo scientifico giustificato dalla gerarchia delle razze non è più accettato ed è stato sostituito dal 'razzismo differenzialista' che si basa sulle differenze culturali e sulla paura che un gruppo di persone di un'altra cultura possa 'ibridare' la propria cultura. Abbiamo cioè un forte 'razzismo senza razze'.
Già negli anni '80 Martin Barker introdusse il concetto di 'nuovo razzismo' ad indicare la nuova ideologia dei conservatori inglesi che denunciava l'immigrazione come un pericolo per l'identità nazionale britannica.
La difesa della razza fu quindi sostituita con la difesa delle proprie caratteristiche culturali ritenute incompatibili con le altre.
Il razzismo culturale è autocelebrativo e lusinghiero perché unisce i soggetti che appartengono ad una medesima religione o ad un medesimo Stato e li contrappone ad altri i cui valori e stili di vita appaiono in contrasto, quindi da rifiutare quando non da condannare. Come il politologo Taguieff osservò, oggi il concetto di razza è stato soppiantato dal concetto di etnia e le differenze genetiche sono diventate differenze culturali, ma non meno discriminanti delle prime. Oggi anche persone che si professano antirazziste possono sostenere idee che discriminano e penalizzano chi non appartiene alla loro cultura.
Il razzismo culturale tende a non vedere la possibilità che le culture possano essere fra loro interagenti, le vede, al contrario, chiuse e incomunicanti, privando l'essere umano della sua più profonda qualità: la dinamicità interiore, da cui scaturisce l'interazione che sempre si stabilisce fra soggetto e realtà esterna.
Pensare al soggetto come immutabile e statico significa ridurlo ad automa, già del tutto determinato da se stesso o dal suo gruppo di appartenenza. Una sorta di clone formato dalla sua cultura.
Difendere le differenze giunge a coincidere con una sorta di caccia alle streghe contro tutto ciò che nega la propria cultura.
L'odio dell'uomo sull'uomo è inteso come sfruttamento, avidità, desiderio di elevarsi sulla sofferenza dell'altro, potere imperialistico di decidere e determinare il diritto altrui alla vita stessa.
C’è una Storia fatta di odio razzistico e di sfruttamento: la nostra Storia. Conoscerla nelle sue caratteristiche passate e presenti significa forse diventarne più consapevoli.
Ad esempio, noi italiani siamo stati a lungo immigrati, siamo stati criminalizzati, linciati, siamo stati emarginati nelle tante Little Italy di periferia e talvolta ci facevano vergognare così tanto della nostra 'italianità' che siamo stati indotti a cambiare persino i nomi, Carmela diventava Edith e Salvatore John, ma non bastava. L'altro era pronto a scovare in noi la tara di essere stranieri. "Bel paese brutta gente" dicevano di noi, e mentre Mussolini esaltava l'italiano proclamandolo di razza superiore, in America si dibatteva sulla possibile appartenenza dell'italiano alla razza nera.
Oltre al punto di vista sociologico e storico esiste anche un approccio soggettivo e cognitivo al problema del razzismo.
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BOSONE O BUFALONE?
Risorse, errori, limiti e potenzialità euristiche della Scienza

Pagine 108, euro 7,90.

Questo libro fa emergere gli errori e i paradossi della Scienza moderna e Contemporanea.
Il filosofo Socrate ammise di “sapere di non sapere”. Da allora, i filosofi e i saggi hanno imparato a ridimensionare le loro capacità conoscitive, vedendo in questo stesso atto di umiltà una condizione di conoscenza.
Così non è stato per la scienza moderna e per la religione, che sono rimaste aggrappate alla possibilità di produrre conoscenze assolute, spesso imposte attraverso dogmi, richieste di atti di fede o di reverenza rispetto all’autorità rappresentata dal prelato o dallo scienziato.
E’ sciocco credere che la scienza possa produrre verità assolute, o che non possa commettere errori madornali. Infatti, gli errori del passato sono moltissimi. E’ stata proprio la scienza a dire che il corpo umano a 90 km orari si sarebbe disintegrato, che la terra era piatta, che non era possibile trasmettere immagini attraverso l’etere e che nessun oggetto più pesante dell’aria potesse volare.
Sappiamo che da pochi secoli la scienza ha capito che la Terra è rotonda. Prima di accettare questa realtà, molte persone messe alla gogna perché sostenevano che la Terra non era piatta. La stessa cosa accadde per la rotazione dei pianeti attorno al Sole: la scienza si accaniva a sostenere l’immagine aristotelica dell’Universo, dicendo che tutto ruotava attorno alla Terra.
Fino a circa tre secoli fa, la medicina non credeva che il sangue circolasse negli organismi. Gli scienziati dell’epoca erano convinti che il sangue semplicemente riempisse il corpo, avendo sezionato cadaveri in cui, ovviamente, il sangue non circolava più.
Quando William Harvey (1578-1657) scoprì la circolazione del sangue, fu assalito verbalmente da diversi suoi colleghi, in quanto, nel suo libro Exsercitation anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus (1628) aveva osato contraddire la vecchia teoria di Galeno.
La medicina, per molto tempo, ha praticato i salassi, uccidendo una quantità enorme di persone. Anche oggi la medicina uccide molte più persone di quante ne salva. Soltanto nel nostro Paese, sono ben 90 in media le persone che ogni giorno muoiono per colpa dei farmaci, degli ospedali o dei medici.
Alcune pratiche mediche uccidono molte persone, eppure vengono chiamate “cure”. Ad esempio, la chemioterapia uccide oltre il 90% delle persone, e dunque non può certo essere chiamata “cura”.
Lo studioso Allen Levin ha scritto: "La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia, la quale non elimina i tumori al seno, al colon o ai polmoni. Tale aspetto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici utilizzano ancora la chemioterapia per combattere questi tumori." Albert Braverman ha scritto: "Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti".
Le persone che sopravvivono alla chemioterapia non si salvano per merito della medicina, ma semplicemente perché il loro organismo ha resistito.
Dunque, la medicina ne uccide oggi molti di più di quanti ne uccidesse in passato, anche perché oggi sono molte di più le persone che si curano attraverso la medicina.
Ma anche in altri settori la scienza ha prodotto morte e sofferenza. Ad esempio, Cesare Lombroso, alla sua epoca, era considerato uno scienziato rispettabile, ed ebbe importanti incarichi scientifici. Egli agiva in modo pregno di pregiudizi, spesso illogico e talvolta addirittura ridicolo, eppure la scienza gli dava credito.
Lombroso analizzava i casi di persone che si erano macchiate di delitti. Fece condannare a morte una donna scrivendo nel suo rapporto analitico che “Ha agito con freddezza, le donne sono criminali fredde, perché sono moralmente inferiori agli uomini”. Questi sono soltanto alcuni esempi degli errori, spesso grossolani della Scienza. Ma anche oggi gli errori sono tanti, e questo libro presenta quelli più importanti, nei vari settori scientifici.
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STORIA DELL’IMMIGRAZIONE ITALIANA
Pagine 95, euro 7,90.

Storia delle cause e delle conseguenze dell'immigrazione italiana e di quella dei paesi del Terzo Mondo in Italia.
Nell'Italia del 1864, il ministro Minghetti decideva di imporre tasse anche sui beni di primaria necessità. Il gettito fiscale sarebbe stato distribuito tra lo Stato e i Comuni. Con la legge n. 1862 del 30 luglio 1864 si permetteva ai Comuni di imporre dazi sul consumo di bevande ed alimenti. Saranno imposti dazi anche sulla pasta, sulle farine, sui cereali e sul vino, col risultato che i ceti meno abbienti si trovarono in grosse difficoltà, costretti a diminuire i consumi di beni di primaria necessità, e alcuni si trovarono al limite della possibilità di sopravvivenza. Come se non bastasse, fu introdotta la naia obbligatoria, che sottraeva braccia all'agricoltura. I progetti del Regno d'Italia stavano guardando con simpatia la partenza di soldati verso l'Africa alla conquista di colonie. Le proteste da parte della povera gente furono tante, basti pensare alle sollevazioni che si verificarono a Milano, come a Napoli, per difendere il minimo diritto a sfamarsi.
L'episodio più celebre è quello del maggio 1898, quando davanti allo stabilimento della Pirelli un dipendente distribuì volantini che spiegavano la necessità di dare più diritti ai lavoratori, l'operaio fu arrestato e questo sollevò proteste e disordini, alcuni operai seguirono il compagno arrestato fino in caserma, ma giunti lì vicino la polizia fece fuoco senza pietà sulla folla uccidendo una persona e ferendone cinque. Milano diventò una città sotto assedio. Sarà chiamato a risolvere il problema il generale Fiorenzo Bava Beccaris che opterà per i cannoni: prese a cannonate diverse strade affollate uccidendo ottanta persone e ferendone quattrocentocinquanta. Il re, poco tempo dopo, lo premierà con una medaglia al valore (l'anarchico che lo ucciderà nel 1900 dichiarerà di aver vendicato quelle vittime). Questo bastava a capire che la povertà e la fame non si sarebbero risolte tanto facilmente, anzi, nel giro di pochi anni la pressione fiscale fu raddoppiata, costringendo molti italiani a guardare con speranza la possibilità di cercare fortuna fuori dall'Italia.
In particolare nel Sud, i contadini che avevano nutrito grandi speranze di miglioramento economico grazie all'Unità d'Italia, si trovarono amareggiati perché le cose cambiarono in peggio, e sarà proprio il Sud a pagare di più per le spese delle guerre d'indipendenza e per il risanamento del debito dello Stato.
Quintino Sella progettò un piano per aumentare le entrate riducendo gli stipendi dei dipendenti pubblici e aumentando la pressione fiscale. Soprattutto l'imposta sul macinato fu un grande flagello per i poveri contadini che si nutrivano soprattutto di pane, polenta e pasta. La pressione fiscale crebbe a dismisura e in modo non equo: si pagava più al Sud che al Nord. Il Regno d'Italia non affrontò con serietà nemmeno il problema dell'analfabetismo, e investì nella scuola meno risorse di qualsiasi altro paese europeo. Napoli, come altre città d'Italia, sprofondava nella miseria e nella fame. Le masse agricole analfabete, del Sud e del Nord, prive di mezzi per sopravvivere, furono costrette ad emigrare con la speranza di migliorare la propria situazione.
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COLONIZZAZIONE DELLE AMERICHE E LA VERA STORIA DEL FAR WEST
Pagine 102, euro 7,90.

Storia che va dalla scoperta dell'America fino al Far West e alla situazione dei nostri giorni.
Il razzismo coloniale europeo e i crimini che ne conseguirono furono motivati dalla certezza di superiorità del popolo dominante, e promossi dal potere degli Stati e del Papa. Quest'ultimo, affermandosi come autorità universale, era considerato in grado di distribuire le terre ovunque esse fossero, e le bolle papali legittimarono l'acquisizione territoriale.
Una bolla del Papa Alessandro VI, del 4 maggio 1493, divise mediante una linea che andava lungo il meridiano a cento leghe a ovest delle isole del Capo Verde, assegnando le terre ad Oriente al Portogallo e quelle ad Occidente alla Spagna. I primi colonizzatori, col pretesto della missione religiosa e della lotta contro l'infedele, imposero con violenza il loro potere culturale, politico, sociale ed economico appropriandosi delle terre e di tutte le ricchezze.
Gli spagnoli si sentivano sicuri delle loro capacità militari ed erano motivati alla “lotta contro l'infedele”. Tale sicurezza era stata rafforzata dalla vittoria contro i musulmani nella guerra per liberare le terre nazionali. In quella guerra gli spagnoli si erano trovati a prevalere sui non cristiani e avevano rafforzato l'idea che il cristiano prevalesse sempre sul nemico per la sua superiorità spirituale. La Spagna occupò l'America Centrale e Meridionale, tranne il Brasile che fu occupato dai portoghesi, più il Messico e la Florida.
Dopo il 1540, finito il periodo della conquista, furono organizzate le colonie americane. Si formarono i vicereami della Nueva Espana e della Nueva Castiglia. Carlo V emanò le leggi che costituiranno l'ordinamento coloniale e, per far intendere di essere ormai entrati in una nuova fase del colonialismo, egli non volle più che si utilizzassero le parole “conquista” e “conquistadores”, ma che fossero sostituite con “scoperta” e “coloni”.
L'unione, nel 1580 (fino al 1640), ad opera di Filippo II, del Portogallo e della Spagna, fece crollare l'impero coloniale portoghese, che sarà occupato dall'Olanda.
Il senso di superiorità religiosa nascose e giustificò le vere motivazioni economiche, che porteranno al saccheggio, all'espropriazione delle terre e allo sfruttamento fino al massacro degli indigeni.
Il colonialismo moderno iniziò nei secoli XV e XVI, quando nacquero i rapporti di produzione capitalistici volti a realizzare profitti più alti di quelli che si avevano nel settore agricolo.
Il capitalismo puntava soprattutto sulla produzione e sul commercio di manifatture, ma anche la produzione agricola e l'allevamento furono sviluppati, in modo da avere un più ampio mercato. L'attività finalizzata unicamente all'auto-consumo andava scomparendo e il mercato si allargava sempre più.
I mercanti cercavano sempre nuovi mercati, mentre molti artigiani e contadini, che non potevano reggere la concorrenza industriale, erano costretti a diventare operai salariati. I capitalisti europei puntavano ad estendere i loro mercati verso Oriente perché l'India, il Giappone e la Cina erano ritenuti paesi molto ricchi. Tuttavia, i musulmani potevano controllare tutti i commerci con l'Oriente e l'Estremo Oriente e i sultani egiziani imponevano dazi molto alti alle merci.
La caduta di Costantinopoli (1453), aveva chiuso la via commerciale che dalla Siria e dall'Asia minore portava verso l'Oriente, e anche la sconfitta dei Mongoli ad opera degli Ottomani impediva il passaggio degli europei dalla Mongolia e dall'Asia centrale. Gli europei potevano limitarsi a portare avanti i commerci dalle coste africane (Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto) per acquistare principalmente oro, avorio e schiavi. Ma i ricchi europei, abituati al lusso e allo spreco, esigevano più oro e argento e continuavano a cercare nuove vie per andare verso Oriente. Si ebbe dunque un lungo periodo in cui le Americhe furono colonizzate, determinando diverse situazioni di sfruttamento, schiavitù e sterminio.
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I NOMADI NELL’IMMAGINARIO E NELLE PRATICHE RAZZISTE
Pagine 67, euro 5,90.

Questo libro racconta la storia dei nomadi dalla nascita fino ai nostri giorni.
I primi nomadi giunsero in Europa intorno al 1300, e in Italia si registrò la presenza di un primo gruppo nel 1422, erano originari dell'india e abbandonarono la loro terra tra il V e l'XI secolo, in seguito a carestie, guerre e indigenza, spostandosi in piccoli gruppi verso l'Armenia e la Persia. Dal XVI secolo in poi, con la nascita degli Stati moderni, i nomadi furono oggetto di esclusioni, deportazioni, massacri e razzismo. Con l'imposizione di un potere centrale forte, si puntò all'omogeneizzazione dei sudditi e alla loro compattezza dovuta al senso di appartenenza, di conseguenza i nomadi, che non appartenevano a nessuno Stato, furono criminalizzati, e furono emanate leggi che permettevano anche il loro assassinio.
Anche la Chiesa Cattolica fu molto ostile verso i nomadi, e nel 1449 ne ordinò l'espulsione dal suo Stato. Nel 1553, il cardinale Savelli ordinò che tutti gli zingari dovessero lasciare lo Stato Pontificio entro tre giorni altrimenti tutti i loro averi sarebbero stati confiscati.
Nel periodo illuministico si affermò un modo diverso di considerare i nomadi, fu sostenuta la politica di assimilazione dei 'diversi' e si fece strada l'idea che gli zingari dovessero acquisire la caratteristiche degli altri sudditi.
C'è una storia non conosciuta dei nomadi che riguarda i lager e la realtà attuale. Questo libro parla di questi fatti e della situazione attuale del nomadismo.
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LE NEUROSCIENZE: DALLA NATURA DELLA BESTIA ALLA CIVILTÀ DEL CAMBIAMENTO
Pagine 93, euro 7,90.

In un film comico veniva chiesto al mitico Totò, “cosa pensa della civiltà?”, e l’attore rispondeva: “preferisco la jungla”.
Scherzosamente si diceva quello che da molto tempo viene detto in ambiti filosofici o di ricerca psicologica, ovvero che la situazione umana sarebbe singolare e per alcuni aspetti “disagevole”. Freud parlava di “disagio della civiltà” ad intendere che la “natura” degli esseri umani, che in fondo sono anch’essi animali, si ribellava alle restrizioni della “civiltà” producendo forme di nevrosi. In ambiti psichiatrici ci si chiedeva: la cosiddetta “civiltà” è davvero funzionale al progresso umano? Si dava per scontata la contrapposizione individuo/società, e si riteneva che una data cultura (quella occidentale) fosse l’emblema di tutto ciò che le “culture” potessero produrre.
Oggi le nostre conoscenze sono assai più approfondite e complesse, rivelando non soltanto la “natura della bestia”, ma anche le potenzialità che sono insite negli esseri umani, quali creature dotate di potenzialità che consentirebbero un progresso assai maggiore di quello comunemente inteso. Dunque, il pessimismo freudiano del porre al centro di tutto un disagio viene soppiantato da una concezione ottimistica suffragata da esempi concreti.
Molti grandi pensatori dell’antichità e del Rinascimento ci hanno fatto capire quanto complessa sia la natura umana e come possa essere variegata l’esperienza e l’esistenza delle persone.
Oggi esiste un settore scientifico che si occupa degli aspetti mentali e comportamentali dell’uomo, considerandoli all’interno del suo apparato cerebrale. Questo settore scientifico sono le Neuroscienze, che negli ultimi anni hanno confutato molte credenze comuni sugli esseri umani e sulle possibilità di cambiamento.
La parola “cambiamento” suscita in noi sensazioni ambivalenti: da un lato il cambiare ci è gradito perché ogni cosa che si rinnova e cambia dà una sensazione piacevole; dall’altro lato parlare di cambiamento ci fa sentire inadeguati, e ci chiediamo: “perché dovrei cambiare? c’è qualcosa che non va in me?”
Ignoriamo che nella realtà tutto è in movimento, infatti, tutto è energia e tutto vibra. Di conseguenza anche noi siamo energia e vibriamo. Tenere fermo ciò che si muove non si può, quello che possiamo fare è scegliere la direzione del nostro cambiamento. Molti studiosi hanno considerato la nostra mente come uno “strumento poderoso” capace di influire sull’organismo.
Le scienze ufficiali hanno ammesso che tutto vibra, ma di solito questo non viene associato alla vita quotidiana dell’uomo. Ha provato a farlo Raymond Holliwell nell’opera Working with the law (Lavorando con la Legge). In questo libro egli sostiene che per avere successo occorre seguire la “legge della natura”: “Tutti i processi della natura vanno a buon fine, la natura non conosce la parola ‘fallimento’, non pianifica nient’altro che la riuscita, tende ai risultati in ogni forma e modo. Per ottenere il successo nel vero senso del termine dobbiamo imitare i metodi della natura prendendola a modello. Nei suoi principi e nelle sue leggi scopriremo tutti i segreti del successo”.
Questo significa che tutto dipende da come la mente “vibra” ricordando che le sue vibrazioni sono i pensieri. Dunque, a seconda delle caratteristiche dei pensieri si avranno determinati risultati ed effetti.
Non è certo sempre facile capire in che modo produciamo effetti attraverso il pensiero. Di solito ci piace pensare che le cose negative che ci accadono non sono dipese da noi ma dalla realtà esterna.
Questo libro considera gli aspetti più importanti delle Neuroscienze, e come questo settore conoscitivo ci permette di conoscere meglio le nostre potenzialità, riconoscendo il potere proprio degli esseri umani.
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NEI MEANDRI DELLA PSICHIATRIA: SE LA SCIENZA NON SA COS’E’ LA MENTE, COME PUO’ CURARLA?
Pagine 107, euro 7,90.

La Psichiatria viene considerata una "branca specializzata della medicina che si occupa della diagnosi, del trattamento e della prevenzione dei disordini mentali". Comunemente si è indotti a considerarla una scienza al pari della chimica o della fisica. In realtà, la Psichiatria non cura le malattie del cervello e del sistema nervoso, che sono di competenza della neurologia, ma soltanto presunte "malattie della mente", utilizzando farmaci che agiscono sul sistema nervoso, alterando le funzioni cerebrali, talvolta con conseguenze irreversibili.
In particolare negli ultimi decenni, la Psichiatria è stata duramente contestata da molti studiosi, che la considerano un mezzo del sistema per controllare la mente delle persone giudicate pericolose.
Di fatto la Psichiatria non può utilizzare un metodo scientifico, poiché non conosce l'oggetto di cui si spaccia esserne la scienza, ossia il disagio mentale. Per questo motivo le diagnosi psichiatriche possono variare a seconda del medico che le fa e i metodi di "cura" spesso peggiorano le condizioni del paziente, e tendono ad annullare i sintomi piuttosto che a guarire dalla presunta malattia. Molti studiosi hanno messo in evidenza che la Psichiatria tende a considerare tutte le problematiche psichiche come dovute a scompensi di tipo organico, e dunque interviene con metodi che alterano le funzioni cerebrali, con conseguenze tragiche per i pazienti. Inoltre, il concetto di "normalità" da cui derivano le definizioni di "malattia mentale" è di difficile definizione, e dunque si potrebbero far rientrare nella patologia anche comportamenti che denotano semplice ansia esistenziale o preoccupazione e paura. Come disse una paziente: "la normalità non è altro che un paravento dietro cui si nasconde chi ha il potere, per opprimerci".
I metodi psichiatrici non sono metodi scientifici, e anche la definizione di "malattia mentale" non è chiara e definita scientificamente. La Psichiatria si vale di etichette per motivare una cura, e non considera per nulla i vissuti personali dei soggetti, limitandosi a considerare la loro "malattia" come dovuta ad alterazioni del cervello, ovvero utilizzando criteri esclusivamente organici, come nella vecchia tradizione positivistica.
E’ stato stilato un Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders - DSM IV), oggi utilizzato dalla Psichiatria nazionale e internazionale come fondamento della propria attività. Si tratta di un documento perlomeno singolare, verso il quale sono state sollevate non poche critiche. Spiega lo psichiatra Ron Leifer: “Quel manuale è in pratica una classificazione arbitraria di pensieri, umori e comportamenti, decisa da un comitato di psichiatri che fanno parte dell’Associazione Psichiatrica Americana… non c’è una minima prova credibile, che gli scienziati accetterebbero, che quanto chiamano ‘malattia mentale’ è una malattia o squilibrio biochimico. E’ tutta una frode.”
In questo libro percorreremo tutti i momenti salienti della Psichiatria, considerando i suoi metodi, le tecniche e l’ideologia di base. Dall’origine fino ai nostri giorni, capiremo cosa accompagna l’esigenza di “normalizzare”, o di porre un controllo sulla mente degli individui, paventando una pericolosità sociale che in molti casi non esiste.
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COME LA FISICA QUANTISTICA PUÒ CAMBIARE LA VITA DI TUTTI I GIORNI: I SEGRETI DELLE NUOVE CONOSCENZE SCIENTIFICHE PER MIGLIORARE LA VITA QUOTIDIANA
Pagine 100, euro 7,90.

Specialmente negli ultimi anni, si è diffuso l’interesse verso la Fisica Quantistica, e molti autori hanno fatto ricerche per capire come le nuove conoscenze possono modificare i paradigmi comuni, producendo effetti sulla vita quotidiana.
Le nuove conoscenze di Fisica quantistica confutano gli assunti della scienza tradizionale, e cambiano completamente la concezione della materia e della realtà umana. Per molto tempo è stata imposta un’immagine meccanicistica della natura, per creare un senso di rigidezza e di staticità. Tuttavia, a partire dall’inizio dello scorso secolo, la concezione meccanicistica newtoniana è stata distrutta dalle prime sperimentazioni della Fisica quantistica. La Meccanica Quantistica ha smantellato i due pilastri che reggevano la vecchia scienza: causalità e determinismo.
I fenomeni sono considerati dalla fisica quantistica in termini di statistica e probabilità, escludendo rigidi rapporti di causa ed effetto. Una delle teorie più sconvolgenti della fisica dei Quanti è la teoria della "Non-Località", ovvero la possibilità che le particelle interagiscano anche a distanza l’una dall’altra. Il “Principio d'Indeterminazione di Heisemberg” sostiene che a seconda se l'intervallo di tempo considerato è breve, tanto più incerta sarà la misurazione dell'energia. Questo libro parla di come le nuove conoscenze potrebbero modificare la percezione della realtà, cambiando le aspettative, le credenze e i valori.
La portata delle nuove conoscenze di Fisica Quantistica è molto ampia. Come disse il fisico Niels Bohr: “Chiunque non sia scioccato dalla teoria quantistica non l’ha capita.”
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COS’È VERAMENTE IL TERRORISMO?
Verità storiche sconcertanti sul fenomeno più inquietante degli ultimi decenni.

Pagine 120, euro 7,90.

Si tratta di un libro che spiega il vero significato storico del fenomeno chiamato "Terrorismo", attraverso testimonianze, fatti, e analisi storiche.
In particolare dopo l'11 settembre 2001, gli Usa hanno chiesto aiuto al mondo intero per combattere il "terrorismo", e hanno fortemente armato le milizie di molti Paesi.
Ma cos’è davvero il “terrorismo”? Dobbiamo credere che si tratti di milizie “irrazionali” che nessun esercito potentissimo è in grado di sconfiggere?
Questa "lotta al terrorismo" appare sempre più assurda e piena di contraddizioni. Fu Bush junior a parlare di “asse del male" (Axis of Evil), ad intendere i paesi nemici dagli Usa, che avrebbero la responsabilità di sostenere il "terrorismo". Ma dopo anni di “lotta al terrorismo” si può constatare che le persone colpite sono persone comuni, e a causa del “terrorismo” le truppe statunitensi hanno potuto giustificare occupazioni militari e repressioni.
Anche se il “nemico terrorista” è stato propagandato come il più pericoloso per l’Occidente soltanto a partire dagli anni Novanta, l’analisi storica svela che il termine terrorismo ha un’origine diversa. Infatti, il termine "terrorismo" è stato coniato nell'Ottocento dalle autorità occidentali, ad indicare gli indigeni coloniali che si opponevano al loro potere.
Le autorità di tutti i paesi che avevano colonizzato l’Africa e l’Asia, attuarono veri e propri genocidi, provocando guerre, costruendo lager e riducendo alla fame.
Come accade anche oggi, la propaganda dei regimi di questi paesi, parlava di intenti filantropici verso gli asiatici e gli africani, dicendo che questi popoli avevano bisogno di essere “civilizzati” dagli europei.
Inoltre, le ricerche storiche indipendenti hanno messo in evidenza che diversi gruppi terroristici sono addestrati e finanziati dai servizi segreti di alcuni paesi, in particolare, americani, europei e israeliani.
In concreto, il “terrorismo” ha permesso di giustificare crimini contro l’umanità, e di calpestare i diritti umani. Con l'accusa generica di "terrorismo", sono stati commessi molti crimini. È stata praticata la tortura, ci sono stati molti casi di arresto arbitrario, e sono state fatte sparire migliaia di persone in molti paesi del Terzo Mondo, di cui non si è saputo più nulla.
Paventando il "pericolo terrorismo", gli Usa hanno realizzato una massiccia militarizzazione in moltissimi paesi del mondo, imponendo basi permanenti e personale per addestrare le forze armate locali. In molti paesi del Terzo mondo, il Pentagono ha provocato gravi problemi, utilizzando il "pericolo terrorismo" per giustificare le ingenti forniture di armi e l'addestramento di gruppi militari e paramilitari, che hanno represso la dissidenza e hanno consentito alle corporation di appropriarsi delle risorse delle nazioni.
Attualmente il terrorismo agisce soprattutto nei paesi in cui negli ultimi dieci anni la povertà è cresciuta, come l'India, l'Indonesia, la Thailandia, la Birmania, l’Afghanistan, l’Iraq, la Turchia, l'Egitto e molti altri, e uccide persone povere che si ribellano al potere ingiusto e corrotto, o civili inermi. Molti attentati terroristici non sono stati nemmeno notificati nei media occidentali, anche quando i morti erano centinaia.
Tutto questo ha suggerito a molti studiosi che il significato di “terrorismo” che ci proviene da fonti ufficiali è talvolta mistificato, e di certo non risulta chiaro e completo.
In questo libro proveremo a chiarire il vero significato del fenomeno terroristico, tenendo conto delle prove documentali e degli eventi storici che non molte persone conoscono nella loro veridicità.
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NUOVA ENERGIA
Pubblicazione periodica in Pdf, edita dall’Associazione no-profit Espavo

NUOVA ENERGIA è una pubblicazione periodica in Pdf COMPLETAMENTE INDIPENDENTE, e per questo motivo agisce in totale libertà di contenuti culturali e informazioni, come ormai pochissime fonti si possono permettere. Essa attinge a molteplici fonti, italiane ma anche estere, e si vale di diversi collaboratori in Italia e all’estero. Per questo motivo, NON POTREBBE ESISTERE SENZA UN SOSTEGNO DI CHI LA LEGGE.
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Questa fonte è unica nel suo genere, trattando non soltanto argomenti di Cronaca, Politica, Economia, Finanza, Cultura e Storia, ma anche quelli relativi alla Crescita interiore e alla Consapevolezza, traendo ispirazione dalle Scienze più all’avanguardia, come le Neuroscienze e la Fisica Quantistica.
La scrittrice e ricercatrice Antonella Randazzo, come i suoi principali collaboratori, non è iscritta a nessun partito politico e non milita per nessun gruppo ideologico. L’Associazione ESPAVO è apolitica e si occupa esclusivamente della pubblicazione e della diffusione di Informazione e Cultura libera. L’unico obiettivo di questa Associazione è il miglioramento dell’esistenza umana, il conoscere se stessi e la realtà in cui viviamo, al fine di creare un mondo migliore.

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LE NEUROSCIENZE

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LE LEGGI DELL'ABBONDANZA

INTELLIGENZA EMOTIVA

IL SISTEMA DELLE CRISI PERPETUE

CAMBIA L'ABITUDINE DI ESSERE TE STESSO

SE IL FUTURO E' NERO

GLI ETRUSCHI

STORIA DELL'IMMIGRAZIONE

IMMAGINAZIONE E VISUALIZZAZIONE

IL SUCCESSO ATRAVERSO L’ATTEGGIAMENTO MENTALE POSITIVO




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Lo fa senza fini di lucro e non ha sponsor.
Si regge unicamente sul sostegno di chi la pensa come lo scrittore sudafricano Breyten Breytenbach:

"Il mondo, il nostro mondo, esiste dalla notte dei tempi, ma ogni giorno noi dobbiamo crearlo di nuovo.”

Creare ogni giorno un nuovo mondo significa diventare consapevoli di se stessi e della realtà. Noi vogliamo continuare a dare il nostro contributo in questo percorso verso una maggiore consapevolezza e una maggiore libertà, ma ABBIAMO BISOGNO DEL TUO CONTRIBUTO.
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domenica

LIBRI DI ANTONELLA RANDAZZO



E' USCITA LA
NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA DEL LIBRO DI
ANTONELLA RANDAZZO

LA NUOVA DEMOCRAZIA. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa

EDIZIONI ESPAVO - Pagg. 519

Da quando è stata creata la zona euro, sembra che la potenza imperiale statunitense non abbia più potere sul nostro paese.
I mass media parlano poco degli Usa, e soltanto in alcune occasioni, ad esempio, in occasione dell’elezione del presidente o in casi di terrorismo, di interventi bellici o di visite diplomatiche.
Alcuni media, in particolare la rete Internet, parlano da tempo del presunto declino del potere Usa, e della perdita di valore del dollaro.
Ma è davvero così?
La superpotenza americana è in crisi?
E’ davvero lontana dai luoghi di potere dell’Unione europea?
Qual è la sua vera realtà e il suo potere nel mondo attuale? ...continua





Antonella Randazzo

STORIA DELLA LIBERTÀ
Grandi e piccole azioni, pensieri, speranze e progetti di libertà


Riusciranno gli italiani a liberarsi dall’oppressione dei “mercati” e dei governi di austerity?
Qual è il peggiore nemico della libertà degli italiani?
Ma cos’è la libertà? E’ uno stato dell’essere o un assetto sociale?
Viviamo in un sistema fondamentalmente libero?
Oppure ci illudiamo di essere già liberi per non affrontare il disagio di chi si accorge di essere schiavo?
Questo libro parla di libertà: di eventi, di idee, di speranze, di progetti e di percorsi di libertà. Parla di fatti concreti, ma anche di progetti di alcuni italiani, miranti a produrre libertà nel nostro paese.
E’ un libro adatto a chi crede di essere, o di poter essere, libero. A chi non ha paura di aprire gli occhi su realtà sgradevoli, la cui consapevolezza può consentire di avere una libertà che non sia pura illusione... continua





Antonella Randazzo

I SEGRETI DEL PALLONE
Passione, potere e calcio nella realtà italiana


Una tazza di tè “corretta” con droghe, una partita che è un appuntamento con la morte, strani movimenti, e non solo di muscoli, criminali da smascherare, cecità e paralisi, ma anche passione, emozioni forti e identificazione.
Elementi che formano un mix esplosivo, che rende questo libro coinvolgente come un romanzo.
Ma c’è una differenza: i fatti raccontati sono tutti veri.
Il calcio è uno sport che coinvolge e appassiona. Ma anche molto di più… Continua






Antonella Randazzo

HOMO GREX
Un viaggio dall’Humanitas al Grex e ritorno

Pur essendo venuto allo scoperto che circa l’1% sottomette e opprime il restante 99% della popolazione, il sistema è rimasto invariato. È evidente che non basta capire la realtà per cambiarla, ed è risultato inutile protestare contro chi non ha alcun interesse a cambiarla Lo scrittore Lev Nikolaevič Tolstoj, in riferimento all’oppressione coloniale inglese in India, ebbe a dire: “Una compagnia commerciale assoggettò una nazione di duecento milioni di persone! Raccontatelo ad un uomo libero dalla superstizione, ed egli non riuscirà a capire che cosa significhino queste parole, che cosa significa che trentamila uomini… ne hanno sottomessi duecento milioni?”
Cosa ci guadagnano i popoli a credere che lo stesso sistema dittatoriale darà loro la possibilità di scegliere la libertà?...continua





Antonella Randazzo

DAL FASCIO ALLO SFASCIO
Conoscere l’Italia per sapere cosa sta accadendo


Per molto tempo, le parole ricorrenti sui giornali stranieri che puntavano l’attenzione sull’Italia non erano affatto lusinghiere: c’era chi parlava di un pericolo “bancarotta dello Stato” , e chi invocava il “salvataggio”.
Cosa sta accadendo realmente in Italia?
Perché ci troviamo così bersagliati?
Perché gli italiani sono sempre più poveri?
Perché l'Italia dovrebbe svendersi o "sacrificarsi"?

Questo libro nasce per capire meglio la situazione in cui ci troviamo, e soprattutto per far emergere i modi possibili per uscire dalla situazione attuale... continua




Antonella Randazzo

DITTATURE. La Storia Occultata

Quante domande la Storia ufficiale lascia senza risposta: chi pagava le armi dei poverissimi rivoluzionari russi?
Chi rese forte in pochi anni la Germania di Hitler? Perché molti ebrei non furono salvati nemmeno quando chiesero asilo agli ebrei nei territori dell'attuale Israele? Cos'è veramente la globalizzazione? Chi paga le guerre africane? Quali sono le vere ragioni che costringono migliaia di persone a fuggire dal loro Paese rischiando la morte? Perché l'Occidente, che si professa evoluto e scientificamente avanzato, non è capace di salvare molti esseri umani dalla morte per fame?... continua




Antonella Randazzo

RIVOLUZIONI E GUERRE.
La verità sui conflitti del XX secolo


Non si può capire appieno il presente se non si conosce il passato. Gli equilibri e le egemonie di oggi dipendono dai conflitti del XX secolo. Questo libro offre una nuova chiave di lettura delle guerre rivoluzionarie e controrivoluzionarie, scoppiate in moltissimi paesi durante lo scorso secolo. In seguito all’analisi dei documenti resi accessibili a partire dagli anni Novanta, sono emersi nuovi fatti assai chiarificanti... continua




Antonella Randazzo

IL TRAVAGLIATO TRAVAGLIO.
Lo strano caso di un informatore disinformato


Sono ormai in molti a parlare della disinformazione imperante nei nostri media di massa attuali. Il paradosso è che alcuni di coloro che ne parlano dai canali ufficiali coincidono con gli stessi disinformatori. E' ovvio, se queste persone stanno scrivendo o parlando da quei canali, potrebbero essere proprio loro ad informare correttamente, dicendo tutte le cose importanti che i cittadini devono sapere. E invece non lo fanno...continua




Antonella Randazzo

L’ARTE DEL CAMBIAMENTO.
Il Senso della Vita nel Motore della Crescita



Cos’hanno in comune i maggiori neurobiologi delle università americane e i monaci tibetani? Al di là degli esperimenti di Pavlov, quali sono le basi organiche su cui poggia il condizionamento? E’ possibile conciliare il sapere antico fondato sull’intuito con le più importanti scoperte della Fisica? Fino a che punto l’essere umano può avere il controllo del suo corpo e degli eventi? Quali sono i paradigmi impliciti della nostra cultura? Perché alcune persone rimangono prigioniere dei loro problemi? Cosa significa far maturare le emozioni? ... continua




Antonella Randazzo

PIRATI & MAFIOSI.
La vera Storia del crimine organizzato


Sono stati scritti molti libri sulla mafia, ma è stato detto tutto?
Gli italiani sanno cos’è davvero la mafia? E’ davvero "made in Italy" come alcuni credono?
Alcune regioni d’Italia sono soffocate dalle organizzazioni di tipo mafioso, e queste organizzazioni criminali incidono non poco sulla vita di molte persone. Eppure gli italiani ignorano molte cose sulla mafia... continua





Antonella Randazzo

DISSIMULAZIONI MASSONICHE.
Cosa sono e come operano le reti massoniche


Nell’Ottocento, il popolo italiano capiva che i politici e la Corona erano controllati dalla massoneria, e provava disagio per questo. Lo studioso Matteo S. Giordano spiegava: “Chi volesse pigliarsi il fastidio di leggere tutti i discorsi della Corona, fatti in Italia dal 1860 sin’oggi, troverebbe che i Ministri de’ diversi partiti, succedutisi in ogni tempo, han mai permesso che in quella solenne ricorrenza fosse profferita la parola di Dio; e alla Provvidenza han fatto sostituire il caso e la fortuna della stella d’Italia (a cinque punte! Mi spiego?), alla fede in Lui quell’altra nel progresso della scienza e nell’avvenire della patria”.
Cos’è davvero la massoneria e che ruolo ha oggi? Per quale motivo, nel corso dei secoli, è diventata il tabù dei tabù?
E’ davvero così poco importante per la nostra vita quotidiana come sembra? ... continua




Antonella Randazzo

OLTRE L’ERA DELL’INGANNO
Verità impietose sulle truffe che soggiogano i popoli


Il Premio Nobel Harold Pinter disse: “Ciò che ci circonda è un grande arazzo di menzogne su cui ci nutriamo”.
Negli ultimi anni, sempre più persone si stanno accorgendo dell’esistenza di questo “arazzo di menzogne”. Schiere di politici, giornalisti e pseudo-intellettuali, non bastano più a proteggere “l’arazzo”. Truffe e menzogne stanno emergendo, e da ciò deriva una maggiore consapevolezza.
Il libro “Oltre l’era dell’inganno” ha come obiettivo principale quello di fare il punto sulla consapevolezza raggiunta in tutti i settori importanti dell’esistenza umana: Scienza, Storia, Economia, Finanza, cultura e comunicazione... continua





Antonella Randazzo

BAMBINI PSICO-PROGRAMMATI.
Essere consapevoli dell'influenza della pubblicità, della TV, dei videogiochi



Con l'avvento della televisione e la successiva diffusione del computer e dei videogiochi la realtà dei bambini è significativamente cambiata. Questo libro spiega come è cambiata. Oggi molti genitori, pedagogisti ed educatori esprimono preoccupazione per i forti condizionamenti mediatici a cui il bambino è soggetto. Ma in che modo il bambino viene condizionato? ...continua





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giovedì

STORIA DELLA LIBERTÀ. Grandi e piccole azioni, pensieri, speranze e progetti di libertà






Antonella Randazzo

STORIA DELLA LIBERTÀ

Grandi e piccole azioni, pensieri, speranze e progetti di libertà



Riusciranno gli italiani a liberarsi dell’oppressione dei “mercati” e dei governi di austerity?
Qual è il peggiore nemico della libertà degli italiani?
Ma cos’è la libertà? E’ uno stato dell’essere o un assetto sociale?
Viviamo in un sistema fondamentalmente libero?
Oppure ci illudiamo di essere già liberi per non affrontare il disagio di chi si accorge di essere schiavo?
Questo libro parla di libertà: di eventi, di idee, di speranze, di progetti e di percorsi di libertà. Parla di fatti concreti, ma anche di progetti di alcuni italiani, miranti a produrre libertà nel nostro paese.
E’ un libro adatto a chi crede di essere, o di poter essere, libero. A chi non ha paura di aprire gli occhi su realtà sgradevoli, la cui consapevolezza può consentire di avere una libertà che non sia pura illusione.


INDICE


INTRODUZIONE..............................................7

CAPITOLO I - LIBERTÀ E IDEOLOGIA…….................13
Par. I. 1 – Socialismo e Comunismo
Par. I. 2 – Anarchismo
Par. I. 3 – Predicatori ideologici
Par. I. 4 – Ideologia e Tolleranza
Par. I. 5 – L’ideologia della Repressione

CAPITOLO II - LIBERTÀ E MILITANZA...........…........95
Par. II. 1 – La Rivoluzione
Par. II. 2 – Il Sessantotto
Par. II. 3 – Formazioni per la liberazione nazionale
Par. II. 4 – Formazioni per la liberazione regionale
Par. II. 5 – Movimenti internazionali per la libertà
Par. II. 6 – Occupy Wall Street
Par. II. 7 – Quando il Movimento è fallace
Par. II. 8 – Rivoluzioni di velluto e Rivoluzioni colorate

CAPITOLO III – ILLUSIONI DI LIBERTÀ.....................213
Par. III. 1 – I capisaldi del sistema occidentale e la libertà
Par. III. 2 – Libertà nella Repubblica Italiana
Par. III. 3 – La dittatura finanziaria
Par. III. 4 – L’esempio dell’Islanda e dell’America Latina
Par. III. 5 – Paura e Libertà
Par. III. 6 – La divisa
Par. III. 7 – Libertà e Lavoro

CAPITOLO IV – SCIENZA, TECNOLOGIA E LIBERTÀ.....315
Par. IV. 1 – Lobotomia chimica e mediatica
Par. IV. 2 – I Simulacri
Par. IV. 3 – Controllo delle risorse e libertà
Par. IV. 4 – Tradimento Tecnologico
Par. IV. 5 – Controllo ambientale e libertà
Par. IV. 6 – Libertà e Privacy
Par. IV. 7 – Progetti scientifici di controllo mentale

CAPITOLO V – ESISTENZA E LIBERTÀ....................401
Par. V. 1 – Educare alla libertà?
Par. V. 2 – Il concetto di “Normalità”
Par. V. 3 – Il Presente e la Presenza
Par. V. 4 – Libertà come destrutturazione dell’ego
Par. V. 5 – Il DNA
Par. V. 6 – Libertà e Transurfing
Par. V. 7 – Guru, Santoni e seguaci
Par. V. 8 – Libertà e Religione
Par. V. 9 – Libertà e Divinità

BIBLIOGRAFIA.............................................510

APPENDICE.................................................513



IN QUESTO LIBRO TROVERETE:

- Ricerche sul significato storico, sociale, psicologico ed esoterico della libertà.
- Approfondimenti di geopolitica e metodi finanziari pertinenti alla libertà dei popoli.
- Ricerche e informazioni sull’Italia riguardo ai moti di liberazione e all’indipendentismo dei tempi attuali.
- Analisi dei movimenti internazionali di opposizione, dai no-global ai movimenti più recenti.
- Rapporto tra libertà e consapevolezza.
- Rapporto tra maturità emozionale e libertà.
- Cos’è la paura e come può impedire la libertà.
- Cos’è la “programmazione coloniale”.
- Conoscenze all’avanguardia sul controllo degli eventi e sulla libertà.
- Progetti scientifici relativi al controllo mentale.
- Rapporto tra ideologie religiose e libertà.
- Trattazione delle ideologie che hanno avuto come oggetto la liberazione dei popoli.
- Conoscenze di Fisica quantistica legate alle possibilità di libertà.
- Trattazione delle più importanti ricerche di studiosi che hanno analizzato gli aspetti esistenziali, esoterici, psicologici, sociologici e antropologici della libertà umana.
- Gli ostacoli sociali e ideologici alla libertà degli individui.
Il libro è corredato da immagini e da materiali antologici in Appendice.


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INTRODUZIONE

“Libertà”: quale altra parola è stata più utilizzata, evocando così tanti pensieri e sensazioni?
Nel suo nome sono state fatte guerre, massacri e ingiustizie. Sono stati formati eserciti potenti e create armi sofisticate.
Milioni e milioni di persone hanno creduto nella libertà, e sono state disposte a lottare per essa. “Non vi è alcuna strada facile per la libertà”, diceva Nelson Mandela.
Ma cos’è la libertà? Moltissimi studiosi, scienziati, intellettuali, poeti e artisti si sono posti questa domanda, trovando risposte diverse, in base alla prospettiva assunta.
C’è chi ha considerato la libertà una caratteristica sociale, che può essere espressa nel sociale, e chi ha soffermato l’attenzione sull’individuo, e sulla necessità di uscire dalla massa per realizzare la vera libertà. C’è chi ha visto nella libertà un atto di ribellione al sistema politico o economico, ritenendo importante il rifiuto di alcuni aspetti dell’assetto costituito. C’è anche chi crede che la libertà sia stata realizzata attraverso un sistema detto “liberista”, ovvero attraverso l’applicazione di alcuni principi di politica economica.
In ogni caso, c’è un’ideologia della libertà e ci sono diversi paradigmi o presupposti che reggono l’ideologia. Dalla natura di queste ideologie deriva l’importanza data all’azione del singolo.
Per molti autori, la libertà non può essere considerata un semplice valore verso cui tendere; essa può essere una realtà, un modo di essere, uno stile di vita, una scelta, un atto concreto. “La libertà non è un concetto filosofico astratto, bensì la possibilità concreta e vitale per ogni essere umano di portare a pieno sviluppo tutte le capacità e i talenti dei quali la natura l'ha dotato, e volgerli a profitto della società”, scriveva Rudolf Rocker. Nel lontano 1858, il filosofo John Stuart Mill scriveva l’opera "On Liberty" (Sulla libertà), in cui invitava a stare allerta, per proteggersi dalla tirannia delle opinioni predominanti, stabilendo uno stretto legame tra libertà di opinione e libertà di espressione. “Se tutta l’umanità meno uno fosse d’una stessa opinione, e un solo uomo fosse dell’opinione opposta, l’umanità non avrebbe maggior diritto di ridurre al silenzio quell’unico uomo di quanto quell’uomo avrebbe diritto, potendo, di ridurre al silenzio l’umanità” (1), avvertiva Mill.
Secondo il filosofo Henri Bergson, la libertà non è definibile, perché non è una “cosa” ma un processo che riguarda la vita come “creazione imprevedibile”. Scrive: “Siamo liberi quando i nostri atti scaturiscono da tutta la nostra personalità, quando la esprimono, quando hanno con essa quella indefinibile rassomiglianza che si trova talora tra l’artista e la sua opera”.
Diversi autori ritengono che la vita non può essere realmente tale senza libertà. “Solo i pesci morti nuotano con la corrente”, scrive Stefano Benni, ad intendere che le persone che non sono interiormente vive, non sono libere. La vita vera non può che essere libertà. “Essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare”, osservava Pablo Neruda.
Quando esistono condizioni che rendono difficile la libertà, si può avere una libertà illusoria, che fa perdere vitalità, perché, come osserva Edouard Manet, “Tutto ciò che viene privato della sua libertà perde sostanza e si spegne rapidamente”.
Per Erich Fromm, la libertà è il cammino verso la consapevolezza: “Consapevolezza significa che la persona fa quel che impara da sé, sperimentandolo, provando da sé, osservando gli altri e, alla fine, conquistando una convinzione piuttosto che avere una ‘opinione’ irresponsabile”(2).
Si può parlare di una “Storia della libertà”?
Per alcuni autori, è proprio la libertà a dare un senso alla Storia, intesa come luogo del divenire, o del flusso evolutivo dovuto al libero arbitrio dell’uomo. Negli ambiti filosofici tradizionali, il legame tra Storia e libertà è stato posto nella considerazione del libero arbitrio, che consente di produrre eventi non ripetitivi, come quelli istintuali, e della questione della finalità storica, che proponeva di vedere nei fatti storici un disegno metafisico. Le domande poste in questo libro sono di tutt’altro genere, mirando a produrre una prospettiva realistica e concreta delle possibilità di libertà offerte all’uomo.
Facendo riferimento alla Storia contemporanea, troviamo molte ideologie che hanno avuto come argomento centrale la libertà, e anche molte teorie sulla libertà, così come molti eventi storici motivati dalla libertà. Ma la libertà è anche stata intesa all’interno del rapporto con se stessi, con i propri simili, con le attività umane, o addirittura nel rapporto con Dio, o con altre realtà metafisiche.
Questo libro nasce per fare chiarezza su ciò che è stato ritenuto riguardo alla libertà, su ciò che è stato fatto, e su quello che è stato richiesto agli individui o alle masse, nel nome della libertà.
Si tiene conto di quel fenomeno moderno che è la creazione di una massa costituita da individui convinti di essere liberi, ma spesso attanagliati dal senso di impotenza, frustrati, quando non afflitti da depressione e altre patologie proprie delle persone emotivamente bloccate.
Con questo libro si vuole considerare la possibilità di una “Storia della libertà”, che possa far uscire dai limiti delle ideologie, pur considerando anche le ideologie della libertà. In altre parole, si vuole far emergere tutto quello che gli individui o i popoli hanno considerato o realizzato, e quello che viene fatto ai nostri giorni, seguendo l’ideale della libertà.
Si tratta di considerare fatti storici, ideologie, ma anche singole persone mosse semplicemente dal desiderio di agire in modo autentico, liberamente, esprimendo quello che la loro società – o il periodo storico in cui vivevano – non permetteva.
Sorprende che molte di queste persone abbiano associato la libertà all’amore: celebrano l’amore per la libertà, ma anche l’amore per se stessi, che fa desiderare la libertà. Scriveva Simone Weil: “I miei contemporanei hanno preferito giudicarmi in mille modi diversi ma bastava semplicemente che ammettessero che l’oggetto della mia ricerca era l’umanità e l’oggetto del mio amore erano gli ultimi, i diseredati.” La Weil intendeva la libertà come l’affrancarsi dalle ideologie dei suoi tempi, motivata semplicemente dall’interesse per l’umanità.
La libertà è stata considerata come uno stato dell’essere, desiderato tanto più quanto l’individuo è incline ad amare se stesso, ad avere un’alta autostima; o a credere di esistere in quanto individuo, con sue proprie, originali, caratteristiche, che mai potrebbero esprimersi senza libertà.
La libertà è stata spesso associata alla lotta: un percorso per realizzare ciò che ancora non c’è, o per promuovere i diritti umani, alla cui base c’è, appunto, la libertà. Sono state poste diverse equazioni, come:
Più benessere = più libertà
Più possibilità di scelta = più libertà
Autodeterminazione = libertà
Controllo delle risorse naturali = libertà
Lotta contro il sistema = libertà
Alcuni hanno associato la libertà ai diritti lavorativi, altri al diritto di disporre del proprio tempo. Recitava il canto “25 Aprile 1945”, che raccontava l’uscita dalla dittatura e la ritrovata libertà:
“Noi siam vissuti come abbiam' voluto
negli anni oscuri senza libertà.
Siamo passati tra le forche e i cannoni
chiudendo gli occhi e il cuore alla pietà.
Ma anche dopo il più duro degli inverni
ritorna sempre la dolce primavera,
la nuova vita che comincia stamattina,
di queste mani sporche a una bandiera.
Non siamo più né carne da cannone
né voci vuote che dicono di sì”.
Ma per non essere più “carne da cannone” né “voci vuote che dicono di sì”, non basta uscire da una guerra. La libertà per molti è una conquista, un risultato ottenuto giorno dopo giorno, un percorso non sempre in discesa e non sempre privo di ostacoli.
Storicamente, la libertà è stata associata alla nazione che si può autodeterminare, o alla “Patria libera” o liberata dagli oppressori stranieri. La ricerca ha fatto emergere l’esistenza, ad oggi, di molti “patrioti”, da Nord a Sud dell’Italia. Questi nuovi patrioti non imbracciano armi, ma propongono nuove strade, nuovi paradigmi, nuovi modi per liberarsi dall’oppressione straniera, modi che celebrano nuove idee sulla libertà, proprie dei nostri tempi.
Il libro pone attenzione alle tante le associazioni, movimenti o formazioni politiche che si prefiggono di liberare l’Italia dall’oppressione straniera, che tanto è costata agli italiani. Considera le più significative realtà, chiarendo le idee e i programmi posti alla base, oltrechè le linee operative. Sono diversi i siti e le pubblicazioni che documentano accuratamente queste iniziative, animate dall’amore verso la libertà e dal patriottismo, che nasce non più da incitazioni del potere per trascinare in guerra o per far accettare sacrifici e oppressione, ma dal libero spirito degli italiani. Riassume questo spirito la frase: “Vorrei tornare a essere italiano, in tutto e per tutto, con difetti e pregi, ricco o povero 
ma ITALIANO”(3). Emergono sentimenti patriottici insospettabili, spontaneamente sorti da spiriti in cerca di libertà e animati dal desiderio di condividere ideali con gli altri italiani.
Emergono anche formazioni politiche o sociali indipendentiste, che rivendicano la libertà come possibilità di autodeterminazione, appellandosi alle leggi che la garantiscono. Questi movimenti raccontano una Storia del Risorgimento ben diversa da quella raccontata nei libri di Storia. Una Storia che considera anche chi ha vissuto l’Unità d’Italia come invasione e oppressione. Una Storia di massacri, ancora negati o nascosti dalla Storia ufficiale.
Per alcuni, libertà non è necessariamente serenità, tranquillità o quieto vivere, al contrario, il “ribelle” gode di una libertà a volte “agitata”, “impegnata”, “attiva”. Altri addirittura credono che il livello di libertà dell’individuo possa essere misurato dal suo contrapporsi agli altri, al poter essere “bastian contrario”. Una lotta tra ego umani può apparire un modo per cercare quella libertà di essere che oggi più che mai è negata in molti aspetti della vita quotidiana o dell’assetto economico-finanziario-politico con cui tutti devono fare i conti.
Per qualcuno la libertà ha avuto un costo molto alto. Sono tante le storie di libertà che hanno avuto conseguenze non volute: persone che, nel nome della libertà, hanno coraggiosamente affrontato poteri apparentemente più forti di loro, o si sono trovate a subire persecuzioni, ostracismo e altre conseguenze nefaste.
Il celebre poeta Trilussa raccontò attraverso la nota poesia “Er grillo zoppo”, il costo che in alcuni casi la libertà può avere: “Ormai me reggo su ‘na cianca sola. - diceva un Grillo – Quella che me manca m’arimase attaccata a la cappiola. Quanno m’accorsi d’esse priggioniero col laccio ar piede, in mano a un regazzino, nun c’ebbi che un pensiero: de rivolà in giardino. Er dolore fu granne... ma la stilla de sangue che sortì da la ferita brillò ner sole come una favilla. E forse un giorno Iddio benedirà ogni goccia de sangue ch’è servita pe’ scrive la parola Libbertà!”

Qualcuno ha parlato della rete Internet come del luogo più libero possibile. Ma è davvero così?
Sul web si possono trovare miriadi di situazioni in cui due o più persone entrano in conflitto, perché ognuno vuole imporre la sua “verità”, magari insultando o denigrando chi lo contraddice.
La lotta degli ego si può considerare libertà o manifestazione di libertà? Per alcuni autori, è proprio l’ego il principale ostacolo alla libertà.
Di certo, la rete web permette a tutti di esprimersi su molti argomenti, ma questo garantisce una maggiore possibilità di vivere nella condizione di libertà?
Il libro tratta tutte le idee di libertà associate al web, alla ribellione, all’agire controcorrente, al partecipare ad un gruppo ideologico, al ritenere indispensabile una “lotta per la libertà”, al subire le conseguenze di un libero gesto, ecc.
L’ultimo capitolo affronta il tema dal punto di vista esistenziale, psicologico, sociale, religioso e spirituale, considerando le migliori ricerche.
Qualsiasi evento, situazione, paradigma o idea degni di essere considerati vengono trattati in base a fatti storici, sociali, culturali o dell’agire di un singolo individuo.
Emerge un quadro a tratti complesso, ma affascinante, di ciò che ha mosso gli esseri umani nel loro instancabile e ineliminabile slancio verso la libertà.


NOTE:

1) Mill John Stuart, "Sulla libertà", Bompiani, Milano 2000.
2)Fromm Erich,"Psicoanalisi dell'amore", Newton Compton, Roma 1997.
3) http://www.italianiliberi.it/


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